31 marzo 2016

Disabilità neuromotorie e trattamenti con gli animali

Disabilità neuromotorie e trattamenti con gli animali

Cavalli, cani e anche asini: gli Interventi Assistiti con gli Animali (IAA) possono rivelarsi come preziosi trattamenti di carattere sanitario, in grado di attivare risposte emotive, percettive e sensoriali nuove, con un’importante valenza terapeutica, riabilitativa, oltre che educativa e ludico-ricreativa. Se n’è parlato durante un recente convegno a Rozzano (Milano), promosso dalla Fondazione Ariel e dedicato a operatori e famiglie di bambini e ragazzi con paralisi cerebrale infantile e disabilità neuromotorie

Il cavallo è l’animale ideale ai fini di un recupero di carattere motorio, in quanto è in grado di riprodurre il passo umano

Considerati ancora per molti una terapia alternativa, gli Interventi Assistiti con gli Animali – d’ora in poi indicati come IAA – possono rivelarsi come preziosi trattamenti di carattere sanitario, in grado di attivare risposte emotive, percettive e sensoriali nuove con una importante valenza terapeutica, riabilitativa, oltre che educativa e ludico-ricreativa.
Se n’è parlato nel febbraio scorso, durante il convegno intitolato Educazione, riabilitazione e cura con l’aiuto degli animali, promosso a Rozzano (Milano) dalla Fondazione milanese Ariel [se ne legga anche la presentazione, sempre nel nostro giornale, N.d.R.], incontro di approfondimento dedicato a operatori e famiglie di bambini e ragazzi con paralisi cerebrale infantile e disabilità neuromotorie, per fornire informazioni sui diversi interventi assistiti, ma anche indicazioni per distinguere un buon progetto da attività di qualità, ma non di carattere terapeutico.
Ad offrire un prezioso inquadramento di questa materia in evoluzione è stato Lino Cavedon, psicologo e psicoterapeuta, esperto IAA, coinvolto nell’intenso lavoro di definizione delle Linee Guida Nazionali per gli Interventi Assistiti con gli Animali (IAA), conclusosi con l’approvazione nel 2015 di un Accordo tra Stato, Regioni e Province Autonome. «Con questo documento – ha spiegato – abbiamo stabilito regole omogenee sul territorio nazionale e definito gli standard di qualità per identificare trattamenti che incidono significativamente nella vita dei pazienti».
In base dunque alle citate Linee Guida Nazionali, rientrano negli IAA: le Terapie Assistite con gli Animali, finalizzate alla cura di disturbi della sfera fisica, neuro e psicomotoria, cognitiva, emotiva e relazionale; l’Educazione Assistita con Animali, finalizzata a promuovere, attivare e sostenere le risorse e le potenzialità di crescita, relazione e inserimento sociale delle persone in difficoltà; le Attività Assistite con gli Animali, finalizzate al miglioramento della qualità della vita e della corretta interazione uomo-animale.
«Nell’àmbito degli interventi con gli animali – ha sottolineato Cavedon -, alla parola del terapeuta si aggiunge il senso motorio e l’inconscio, la possibilità di avere un risveglio dei contenuti e delle emozioni più profonde. Il contatto con l’animale consente di liberare ciò che viene trattenuto a livello corporeo. Poiché molte esperienze traumatiche vengono trattenute in una forma somatosensoriale, esse non possono che essere comunicate e decodificate attraverso il medesimo canale corporeo. Attraverso il contatto passano sensazioni, emozioni, sentimenti. Il processo è largamente inconscio. Il terapeuta deve prendere queste emozioni e trasformare questi vissuti in pensieri e consapevolezze. Le diversità etologiche e psicologiche dell’animale possono poi favorire una presa in carico diversificata che può rispondere ai diversi bisogni della persona».
La presenza dell’animale, quindi, può favorire nuove dinamiche psicologiche ed educative: esercitare la sensorialità; stimolare l’attenzione e il cognitivo in modo che crescano conoscenze e potenzialità; stabilire legami affettivi; migliorare le abilità motorie; controllare ansia e provare gioia; potenziare la memoria; incoraggiare la socializzazione; acquisire senso di responsabilità e/o migliorare l’autostima.
Un esempio concreto di quanto detto è stato offerto, durante il convegno di Rozzano, daFrancesca Bisacco, presidente dell’Associazione Rubens di Torino e componente della Commissione della Regione Piemonte per le Attività Assistite con gli Animali, che ha illustrato l’esperienza di una bambina in carrozzina con paralisi cerebrale che sta seguendo un percorso di riabilitazione con un cavallo: «Al primo incontro – ha raccontato – Spillo l’ha salutata con baci e lei ha provato ad alzare le braccia per accarezzarlo. Dopo due anni la bimba cammina con tutore, pulisce Spillo, muovendo tutti e due gli arti e monta a cavallo, da sola. Prima non riusciva a fare nulla di tutto questo. Oggi conduce Spillo autonomamente, ha capito la lateralizzazione e ha partecipato al saggio di fine anno davanti alla sua famiglia e ai compagni di classe. Questo ha cambiato il destino psicologico della bimba, oggi consapevole della sua disabilità, così come dei grandissimi passi avanti che ha fatto: per i suoi compagni ora è la bambina che va a cavallo».
 (continua)

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PROGETTO: A.T.A.

PROGETTO: ATA (Assistenza-Teatro-Arte)



Il Progetto A.T.A. (Assistenza, Teatro, Arte), si concretizza sostanzialmente su tre filoni principali: l’assistenza e l’ascolto, i laboratori, le attività mirate.
Partendo da uno sportello di ascolto ed orientamento rivolto alla cittadinanza che si trova in un momento di difficoltà si vuole aiutare ed accompagnare le persone a raggiungere i servizi più idonei alle loro esigenze, facendo da filtro e orientamento verso altri servizi cittadini quali servizi sociali, patronati, centri di salute mentale, centri per le dipendenze, ecc… e verso altre associazioni.





Il Progetto A.T.A. comprende:
uno sportello d'ascoltoun laboratorio di Teatro e uno di Arte terapia.


Uno Sportello Amico:

Un luogo di accoglienza, neutro, ospitante per chiunque sente il bisogno di essere sostenuto in un momento difficile e orientato a servizi specifici, ma anche luogo di attivazione progettuale individuale che elabora un progetto d'azione sulla base dei bisogni e delle risorse disponibili, anche attraverso le attività artistico-culturali e aggregative che l’associazione propone in particolar modo verso le persone con disagio socio-economico o disabilità fisico/motoria e sensoriale ed anziani.




Il laboratorio di Teatro-therapy: 

Il teatro sociale è una tipologia di spettacoli che mette in scena temi di interesse sociale e che si rivolge dunque a gruppi sociali definiti, come le persone in particolari situazioni di disagio. Contrariamente dunque a un modo di fare teatro che crea contenuti fantasiosi o immaginari, il teatro sociale vuole approfondire e dare una sua interpretazione di un determinato tema realmente esistente. Il teatro sociale è dunque un teatro che fa riflettere ed è in grado di toccare particolari corde dell’animo umano. Il suo obiettivo può essere quello di sensibilizzare ed educare il pubblico su tematiche di grande attualità e che coinvolgono la comunità, ma per noi è soprattutto quello di lavorare sul disagio di quelli che saranno gli attori dei nostri laboratori.
Per teatro sociale intendiamo l’esperienza di teatralità come terapia, all'interno di un laboratorio, dove si sperimenta la possibilità di parlare di sè attraverso un'esplorazione della relazione della persona con il proprio io, con gli altri, con lo spazio, con la comunità, attraverso un lavoro di training che nasce dall'interazione degli attori. Un laboratorio di Teatro sociale è un’esperienza significativa di estrema uguaglianza che nasce dalla valorizzazione della ricchezza delle differenze e dal processo di integrazione, serve per superare blocchi emotivi, disagi e favorire la socialità. E' un momento fortemente evolutivo per la persona che decide di aprirsi e donare qualcosa di molto intimo ad altri.
  
Il laboratorio di Art-therapy:

Questo progetto viene proposto come attività che agevola lo stato di benessere psico-fisico dell'essere umano. L’associazione Angeli di San Francesco crede nell'armonia energetica, sviluppabile attraverso l'armonia con il creato, sosteniamo la meditazione, ogni forma di preghiera, e ogni forma d'arte tradizionale, come la pittura, la scultura, la musica ecc... Crediamo che attraverso la pratica di questi elementi si possa raggiungere un migliore stato di benessere psicologico. Confrontandoci con il disagio socio-economico in cui una gran parte degli esseri umani attualmente versa, utilizziamo l'arte come mezzo terapeutico volto all'aumento della stima di Sé, dello sviluppo creativo e del miglioramento dell’umore.  La storia delle arti, fin dall'antichità, si è spesso intrecciata con quella della salute mentale. Gli Egizi ad esempio, incoraggiavano le persone affette da disturbi mentali a “perseguire interessi artistici e frequentare concerti e balletti”. L'arte come terapia viene concepita come mezzo di sostegno dell'Io, ed espressione del Sé, in grado di favorire lo sviluppo di un senso di identità e promuovere una generale maturazione ed integrazione; consiste nella ricerca del benessere psicofisico attraverso l’espressione artistica dei pensieri, vissuti ed emozioni. Essa utilizza le potenzialità, che possiede ogni persona, di elaborare creativamente tutte quelle sensazioni che non si riescono a far emergere con le parole e nei contesti quotidiani.     .
L’Arteterapia utilizza in modo privilegiato modalità espressive non verbali, come la produzione artistica e l'uso libero e spontaneo dei materiali pittorici, con finalità di promuovere il recupero e lo sviluppo del nucleo creativo dell’individuo sul piano psicosociale, cognitivo ed affettivo, e quindi delle sue capacità di comunicazione e relazione È possibile incrementare la consapevolezza di sé, fronteggiare situazioni di difficoltà e stress, esperienze traumatiche, migliorare le abilità cognitive e godere del piacere che la creatività artistica porta con sé. Tutti, a qualsiasi età, possono fare Arteterapia. Per poterla praticare, non sono necessarie precedenti esperienze o competenze di tipo artistico; poiché ogni espressione dell'anima e della propria umanità, fosse anche solo un semplice segno. L'Arteterapia ci avvicina alla nostra umanità e contemporaneamente lascia che percepiamo la nostra forza di esseri spirituali.


Per maggiori informazioni per il progetto A.T.A. chiamare: 377.4580162


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Fattoria Sociale: "Fratello Sole, Sorella Luna"

PROGETTO: "Fratello Sole, Sorella Luna"
(Fattoria Sociale)

L'idea nasce nel 2013 e consiste in una “Fattoria sociale” in cui far coesistere progetti in ambito artistico-culturale, di protezione e convivenza con gli animali e la natura, di attività socio-didattiche e d'integrazione e sostegno sociale.



Il progetto si propone di favorire la comunione tra la natura e le persone in particolar modo quelle che vivono situazioni di disagio, fragilità socio-economica e disabilità. Un fattore essenziale per noi è lavorare sull'armonia, il ritmo e l’equilibrio già presenti in natura, per arrivare al miglioramento dello stato psico-fisico dell’essere umano, favorendone un ri-bilanciamento e un legame armonioso tra le parti.
Una fattoria sociale gestita da volontari in cui far coesistere diversi progetti e collaborazioni, consentirebbe un’azione ad ampio raggio di sostegno alle più diverse fragilità sociali; in quanto si proporrebbe come luogo non solo di salvaguardia degli animali e della natura, ma ponendo al centro l’individuo con i suoi disagi, si impegna con esso nel progettare un percorso all'interno della fattoria.
La fattoria vista quale luogo di vita degli uomini in cui coesisteva una stabile e antica convivenza tra uomo e animale in ogni momento della giornata, la fattoria con i suoi attrezzi e i lavori che i contadini svolgevano al rintocco del sole”.
L’obiettivo è realizzare un luogo che sia casa, ma anche lavoro, là dove in una quotidianità dai sapori antichi si inseriscono attività terapeutiche per lavorare sul Se’ più profondo e soprattutto rendere tali attività accessibili a tutti.

I nostri obiettivi specifici:
- Favorire il rapporto tra uomo e natura anche in cooperazione con diverse associazioni
- Salvaguardia e recupero cavalli salvati da macello o corse clandestine, per rieducarli a progetti di ippoterapia e horse therapy
- Una fattoria sociale che racchiude il trinomio uomo-animali-natura in un contesto che favorisce il ri-equilibrio tra le parti, dove far coesistere attività mirate alla relazione terapeutica come l'horse therapy, attività artistico culturali e attività di prodotti bio a km 0. Il tutto favorendo il re-inserimento sociale dei soggetti più fragili o svantaggiati.

Statuto registrato presso Agenzia dell'Entrate Torino nel 2013.

Siamo attualmente alla ricerca di un luogo concesso in comodato d’uso per la realizzazione del progetto Fattoria.

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29 marzo 2016

Orti urbani a Torino

Agricoltura in città. Cent'anni di orti urbani a Torino

Mostra al Mausoleo della Bela Rosin dal 23 marzo al 15 aprile 2016



Curata dall'Assessorato all'Innovazione e all'Ambiente e dai Servizi Grandi Opere del Verde e Verde Gestione in collaborazione con l'Associazione Culturale Giardino Forbito, la mostra illustra la storia e lo sviluppo dell'agricoltura urbana, e in particolare dell'orticoltura, nella città di Torino dall'inizio del '900 fino ai giorni nostri.


Mausoleo della Bela Rosin
dal 23 marzo al 15 aprile 2016
Indirizzo:Strada Castello di Mirafiori, 148/7, Torino

Orari:
fino al 31 marzo:da venerdì a domenica ore 10.00/12.00 e 14.30/17.00
dal 1 al 15 aprile: da mercoledì a domenica ore 10.00/12.00 e 15.30/19.30

Per approfondire, consulta il sito dedicato:
http://agricolturaincitta.to.it/index.php

IL PRIMO PROGETTO DI HORSE THERAPY NASCE DALL'ASSOCIAZIONE A.S.F.

PROGETTO: HORSE THERAPY
Il Progetto Horse-Therapy, nasce nel 2013 a seguito della fondazione dell'Associazione Angeli di San Francesco, da sempre progetto cardine dell’associazione, racchiude la filosofia della stessa: la comunione tra uomo e natura e la salvaguardia e la tutela degli animali in particolar modo dei cavalli. Viene messo in atto per la prima volta sul territorio Piemontese dalla nostra associazione e parte dal principio di avvalersi di cavalli salvati da destini crudeli per donargli un un'ambiente naturale e protetto per arrivare a sviluppare interazioni terapeutiche con l'uomo. Il nostro Progetto Horse Therapy vuole favorire in un ambiente molto naturale, il rapporto con il cavallo, animale particolarmente idoneo per sviluppare capacità empatiche. L’Horse-Therapy include un nuovo filone nel mondo equestre, quello di lavorare con il trinomio cavallo-uomo-natura, dove quest’ultima diventa colonna portante dell’insieme.
Nella Horse-Therapy così come con la Pet-Therapy in generale, si indica una serie complessa di utilizzi del rapporto uomo-animale. Negli adulti, nei bambini, negli anziani e in alcune categorie di malati e di disabili fisici e psichici il contatto con un animale può aiutare a soddisfare e implementare alcuni bisogni come: (affetto, sicurezza, relazioni interpersonali…) e recuperare alcune abilità che queste persone possono aver perduto.
L’Horse-Therapy, se pur ne coglie e utilizza molti aspetti non è la classica ippoterapia, difatti si diversifica da essa principalmente perché si basa esclusivamente sulla relazione a terra con il cavallo e raramente si pensa alla monta, questo perché vuole improntarsi su una relazione simbiotica che nasce da azioni accessibili a tutti e estremamente legate al contesto naturale dove viene svolta. L’Horse-Therapy nasce dal vissuto di una persona con disabilità, che ne sperimenta per prima i benefici pur non potendo più montare, si divulga così il concetto che apre le porte a un nuovo approccio con l’animale che supera ogni forma di accessibilità.
Il cavallo è un animale grande e docile, che attrae per la sua imponenza unita ad una particolare socialità; in tutte le culture rappresenta il senso di libertà e di forza. Al cavallo si associa da sempre una certa idea di nobiltà, di capacità nello sprezzare il pericolo e di coraggio unite alle romantiche regole cavalleresche ormai in via di estinzione.
La fisicità e l’indole del cavallo, placido e paziente nell'incontro con la persona, invita dunque ad un particolare investimento di carattere affettivo.
Le attività a terra, sono determinanti per creare quella consapevolezza, conoscenza e fiducia in sè, momento dove vi è possibile sviluppare abilità di tipo esplorativo, sensoriali, coordinative, sequenziali, oltre ad altri aspetti quali la capacità di risoluzione di semplici problemi o pianificarne la loro evoluzione.
Nel lavoro con persone diversamente abili è molto evidente l’aspetto relazionale ed il ritorno del praticante nel verificare di persona il superamento dei propri limiti o il raggiungimento di competenze inattese. E' possibile lavorare sulla gestione delle emozioni e delle regole, del ritmo ma anche dell'autostima.
L’incontro con il cavallo rappresenta per chiunque una grande occasione di confronto e partecipazione attiva, intrisa di forti elementi di polarizzazione affettiva ed empatica. Quando nell'incontro con il nobile animale si approccia un soggetto caratterizzato da deficit cognitivo, fragilità interiore, o disagio, abilità comunicative, empatiche, relazionali, programmatiche, acquisiscono un valore molto più evidente perché, oltre al ben-essere suggerito dall'interazione con l’animale, si aggiungono elementi ed attività che portano a sviluppare una serie di competenze trasversali che, proprio nella persona più fragile, sono alla base delle sue difficoltà.
Da questo punto di vista la relazione e le attività con il cavallo rappresentano una importante opportunità di sviluppo delle abilità residue in un contesto particolarmente efficace e coinvolgente.
Naturalmente il fatto che l’attività si svolga all'aria aperta fornisce anche stimoli dettati dall'ambiente stesso: si abitua l’utenza a non averne paura, a stare a contatto con la natura come risorsa. Le attività mediate dal cavallo possono avere grande influenza sul miglioramento delle abilità trasversali di piccoli ed adulti che versano in situazione di fragilità e DISABILITA'.

Gli incontri sono di 1 max 2 volte a settimana, principalmente nel weekend

Per maggiori informazioni e per partecipare chiama: 377.4580162



  Angeli di San Francesco, Torino, Associazione, volontariato, onlus, sostegno, fasce deboli, animali, natura, carità, san francesco, integrazione tra uomo e natura
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Facilitatrice del rapporto con la natura

What's your tree?



Progetto formativo nato dall'esperienza di Julia Butterfly Hill, l'ecoattivista americana che ha passato due anni su una sequoia millenaria nel nord della California, salvando il bosco dall'abbattimento.
 Percoso di 7 incontri quindicinali da aprile a giugno presso la sala del Centro Anch'io V. Ada Negri 8/A, Torino.
Il titolo, ispirato a questa esperienza, vuole significare:
 che cosa, nella tua vita, ha lo stesso valore che la sequoia Luna ha avuto per Julia? Per mche cosa sei disposto a impegnarti, a metterti in gioco, a diventare cittadino attivo di questo pianeta?

E' stato pensato:
- per combattere la tendenza a sentirci vittime di un mondo ingiusto;
- per aiutarci a scoprire il nostro più vero scopo, quello per cui siamo disposti a metterci in gioco, e
  la fonte interiore del nostro coraggio;
- per accompagnare a riconoscere quali sono i valori e i progetti che ci stanno a cuore
- per riscoprire di essere più creativi e più potenti di quanto pensiamo di essere;
- per trovare il nostro modo di contribuire alla salute della comunità e del pianeta.

Il percorso, sviluppo originariamente da Julia per coloro che si sentono  ispirati dalla sua stopria, si è diffuso nel mondo, dando origine a esperienze di impegno sociale e ecologico.
A cura di Silvia Gualandi, career counselor, ecocounselor, ecoturner (facilitatrice del rapporto con la natura), formatrice in abilità sociali.

Informazioni e contatti: FormEduca tel. 3319149815
formeduca@gmail.com
www.formeduca.org

Fonte: Comune di Torino




23 marzo 2016

GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA

 22 MARZO GIORNATA MONDIALE DELL'ACQUA: #SALVALAGOCCIA


             waterday 2016

22 marzo: Giornata mondiale dell’acqua. Si celebra infatti proprio oggi l’importanza dell’acqua quale elemento senza il quale nulla potrebbe esistere, seppure ancora troppe siano le persone nel mondo che ne hanno difficile accesso. 

La Giornata mondiale dell’acqua fu istituita dalle Nazioni Unite nel 1993 con lo scopo di porre l’attenzione sull'importanza dell’acqua e sulla necessità di preservarla e renderla accessibile a tutti. Secondo i dati dell’Unicef, sono infatti più di 750 milioni le persone nel mondo che non hanno accesso all'acqua potabile mentre noi la sprechiamo anche, e miliardi di persone non hanno ancora accesso ai servizi igienico-sanitari.

L’edizione 2016 della Giornata mondiale dell’acqua è dedicata al ruolo centrale che l'acqua svolge nella creazione di posti di lavoro: ad oggi circa la metà dei lavoratori di tutto il mondo lavora in settori legati all'acqua, ma si può dire che tutti i lavori, indipendentemente dal settore, siano direttamente connessi all'acqua. Ciononostante i diritti fondamentali di questi lavoratori spesso non sono riconosciuti né rispettati. Ma la disponibilità di acqua di qualità e in quantità può cambiare la vita e i mezzi di sussistenza dei lavoratori, e al contempo trasformare le società e le economie.

#Salvalagoccia

Intanto, in occasione di questa giornata, Green Cross Italia, ong ambientalista per lo sviluppo sostenibile, lancia la quarta edizione della campagna #Salvalagoccia. (continua...)
Fonte:GreenMe

16 marzo 2016

Corso di formazione per Guardie Zoofile

Corso di formazione per Guardie Giurate 
addette alla Vigilanza Zoofila
Dal 29 marzo al 5 luglio dalle 20,00 alle 24,00 presso la Sala Polivalente di Via Negarville 30/2°


L.I.D.A Sezione Torino organizza un corso di formazione per Guardie Particolari Giurate addette alla Vigilanza Zoofila ( ai sensi del Testo Unico di Pubblica Sicurezza).
Dopo una preiscrizione da effettuarsi telefonicamente, ci si potrà iscrivere direttamente il giorno 29 marzo durante la presentazione del corso.
Per informazioni e preiscrizioni:Tel. 328.1148570  formazionelidatorino@libero.it

Scopri di più

03 marzo 2016

3 marzo, World Wildlife Day, la Giornata mondiale Onu dedicata alla vita selvatica


WORLD WILDLIFE DAY 2016: OGGI CELEBRIAMO LA VITA DEGLI ANIMALI E DELLE PIANTE SELVATICHE
OGGI, 3 MARZO, È IL WORLD WILDLIFE DAY, LA GIORNATA MONDIALE ONU DEDICATA ALLA VITA SELVATICA. NEL NOSTRO PAESE QUEST'ANNO AL CENTRO DELL'ATTENZIONE È IL LUPO, SEMPRE PIÙ A RISCHIO A CAUSA DEL BRACCONAGGIO E DEGLI ABBATTIMENTI ILLEGALI.

La fauna selvatica in particolare oggi si trova ad affrontare molte sfide. Le più grandi minacce sono la perdita dell'habitat, lo sfruttamento eccessivo dei pascoli, l'agricoltura e lo sviluppo. Il bracconaggio e il traffico di fauna selvatica portati avanti dalla criminalità organizzata transnazionale rappresentano la minaccia più grave per molte specie iconiche. Elefanti, pangolini, rinoceronti, squali, tigri e specie arboree preziose sono quelle più a rischio. (continua...)

Fonte: Greenme

24 febbraio 2016

Il cibo conta più dei geni. Il cibo come cura

La maggior parte dei tuoi problemi di salute sono dovuti ad una carenza di questi nutrienti essenziali. Scopri cosa devi integrare



"Una buona dieta è l'arma più potente che abbiamo contro la malattia". Questa frase che si trova nell'introduzione del libro The China Study è quella che più efficacemente riassume il senso di decenni di ricerche nel campo della nutrizione svolte da Colin Campbell. Professore emerito di biochimica nutrizionale alla Cornell University di New York, nel libro già diventato un cult tra gli studiosi della materia e non solo, Campbell racconta le suescoperte sorprendenti sul legame tra alimentazione e salute. (continua)...

1) Alimentazione batte genetica: 1:0
Tutte le malattie cominciano dai geni ma non per forza finiscono con i geni. Tutti abbiamo un corredo genetico unico, che a volte comprende anche geni che funzionano male. L'alimentazione può tenere quei geni sotto controllo, per esempio evitando che siano espressi e che così facciano il loro danno.
2) Il cibo non solo previene, ma guarisce
Abbiamo tutti ormai la consapevolezza che una dieta sana può aiutarci a prevenire l'insorgenza di alcune patologie. Quello che io stesso sono stato sorpreso di scoprire è che un'alimentazione basata sui vegetali integrali è in grado di far regredire la malattia, quindi possiamo davvero usarla come medicina per far guarire le persone. Una dieta corretta riesce per esempio a invertire il decorso delle malattie cardiache.
3) I risultati di una buona dieta sono incredibilmente rapidi
Gli effetti si vedono nel giro di pochissimo tempo: anche solo una o due settimane di cambiamento di regime alimentare sono sufficienti per apprezzarne davvero i benefici. I dolori dell'angina o anche quelli legati all'artrite, per esempio, vanno via anche solo dopo alcuni giorni, man mano che il corpo si cura da solo.
4) Dire addio a carne, latte e uova


Gli effetti più eclatanti si vedono soprattutto quando si eliminano i latticini. Io sono cresciuto in una fattoria e ho sempre considerato il latte un alimento prezioso, indispensabile, alleato della salute. Tutte le mie ricerche mi hanno portato negli anni a ricredermi e ora sono convinto, all'opposto, che i latticini, la carne di qualunque tipo, le uova e anche i cibi industriali siano da eliminare dalla dieta. Le proteine animali ci sono sempre state presentate come nutrienti di qualità migliore rispetto alle proteine contenute nei legumi, ma questo non è affatto vero. Al contrario molte ricerche dimostrano che una dieta povera di proteine animali è il miglior alleato per la nostra salute.


Una dieta deve essere ricca di CIBI VIVI, integrali e naturali, ricchi di vitamine, minerali, enzimi e di tutte le sostanze necessarie al nostro organismo. 
(continua)...
Ecco 11 alimenti di cui spesso si è carenti:
VITAMINA D
OMEGA-3
VITAMINA K2
MAGNASIO
VITAMINA B12
VITAMINA E
VITAMINA A
IODIO
CALCIO
FERRO
COLINA

22 febbraio 2016

Abbracciare un albero

Da sempre l’albero rappresenta un simbolo universale nella storia dell’umanità.




La struttura dell’albero, che affonda le proprie radici nelle oscurità della terra, per poi emergere in superficie ed innalzare i suoi rami al cielo,  quasi a voler raggiungere la divinità. Un piccolo germoglio che, nutrendosi di madre terra e sciogliendo la roccia, si trasforma, si evolve e si espande fino ad innalzarsi al cielo e manifestandosi all'universo in tutto il suo splendore. E’ la rappresentazione della crescita e dell’evoluzione, la connessione tra la terra e il cielo.
Chi di voi, entrando in un bosco, non trova una sensazione di sollievo, pace e benessere. La sua energia ci avvolge inevitabilmente in un caldo abbraccio.

COSA POSSIAMO FARE CON UN ALBERO

L’albero  dal punto di vista olistico ed energetico ha molto da offrirci. Ecco cosa possiamo fare con un albero.
• Un albero lo possiamo abbracciare. Io suggerisco di farlo, se possiamo, anche quotidianamente. Provate ad abbracciare un albero, sentite il calore che emana, ascoltate la sua vitalità e percepite la sua energia. L’albero ha un suo respiro, respirate insieme a esso.
• Possiamo parlare con un albero, lui saprà ascoltarci. Sono stati fatti numerosi studi a riguardo e sembra che le piante in generale, alberi inclusi, crescano decisamente meglio quando comunichiamo con loro e gli trasmettiamo amore.
• Possiamo utilizzare l’albero per scaricare le tensioni, la rabbia, le paure. Ci sono numerose tecniche che permettono di scaricare queste emozioni che spesso tratteniamo a nostro sfavore. Lui sarà capace di assorbirle per poi scaricarle dissolvendole nella terra.
• Possiamo sederci ai piedi di un albero per eseguire le nostre meditazioni.
• Possiamo sederci e appoggiare la nostra colonna vertebrale al tronco dell’albero, sentire il flusso della vita  e l’energia che scorre in esso, diventare l’albero stesso e sentire come l’energia della terra sale e si innalza fino al cielo.
• L’albero ha un potere di guarigione immenso che non tutti conoscono.  Possiamo prendere in prestito la sua energia, essendo lui generoso, per poterla indirizzare a ovunque e a chiunque noi vogliamo. E’ un ottimo insegnamento del “dare” senza chiedere nulla in cambio.
L’albero da sempre continua la sua danza in silenzio, nel mondo vibratorio non a tutti percepibile, ma tutti coloro che sono in grado di ascoltare, potranno godere di quanto l’albero ha da donarci. Ora, esci di casa e abbraccia un albero. Digli come ti senti e chiedigli un po’ della sua energia. Alla fine salutalo e ringrazialo per quanto ti ha donato.

Camminare nei boschi fa bene al cervello

Una nuova ricerca ha dimostrato che il contatto con la natura inibisce la formazione di pensieri negativi, che possono sfociare in gravi patologie come la depressione


Camminare nei boschi fa bene, è una verità talmente elementare che sembrerebbe superfluo ricordarlo. Quando siamo tra gli alberi il battito cardiaco rallenta, la pressione si abbassa e l’umore migliora così rapidamente che medicine, terapie e analisi sembrano miseri palliativi al confronto.

Non sempre però verità che ci sembrano limpide vengono riconosciute dalla scienza ufficiale, impegnata a scindere il mondo in unità distinte da analizzare separatamente, perdendo di vista l’insieme. Questa volta però, una nuova ricerca ha confermato che passeggiare a contatto con la natura ha un effetto rigenerante sul cervello e aumenta i livelli di attenzione.
Lo studio, pubblicato sulla rivista ‘Proceedings of the National Academy of Sciences’, è stato condotto da Gregory Bratman, dottorando in biologia all’Università di Stanford.
Il ricercatore ha radunato 38 persone che vivono in zone urbane, le ha divise in due gruppi e le ha invitate a camminare per 90 minuti. Metà gruppo ha passeggiato in un parco vicino al campus di Stanford, mentre gli altri hanno camminato lungo una strada trafficata nel centro di Palo Alto, California.

Prima e dopo la passeggiata ai partecipanti è stato sottoposto un questionario, volto a misurare la loro tendenza alla formulazione di pensieri negativi autoreferenziali che aumentano il rischio di depressione. I volontari sono inoltre stati sottoposti a scansioni cerebrali focalizzate su una regione del cervello chiamata corteccia prefrontale subgenuale, area collegata all’autostima che risulta particolarmente attiva mentre si fanno pensieri negativi su sé stessi.

I benefici della meditazione

La meditazione cambia  corpo e  mente



I benefici della meditazione dovrebbero essere molti: riduzione dello stress e del rischio di varie malattie, miglioramento del benessere, equilibrio mentale. Ma i dati scientifici a sostegno di queste affermazioni sono sempre stati pochi e basati su campioni molto piccoli di soggetti non rappresentativi, come i monaci buddisti. Ora, tuttavia, uno studio pubblicato su Biological Psychiatry porta rigore accademico al tema, dimostrando come la meditazione sia in grado di modificare il cervello potenziando la salute. I ricercatori hanno reclutato 35 persone disoccupate con elevati livelli di stress. Alla metà è stata poi insegnata la meditazione profonda, il resto ha completato una sorta di falso training che si è concentrato più sul rilassamento. Al termine di tre giorni, le scansioni cerebrali hanno mostrato differenze tra i due gruppi e quattro mesi più tardi, coloro che hanno praticato la vera consapevolezza del proprio corpo e della propria mente, hanno mostrato livelli molto più bassi nel sangue di un marker che indica infiammazione.

Fonte: west info


11 febbraio 2016

Gli effetti benefici della terapia con i cavalli

Quei cavalli che sussurrano agli uomini




Gli effetti benefici sulla salute e la psiche della terapia con i cavalli sono noti da tempo a coloro che praticano pet therapy. Oggi, però, arriva un riconoscimento scientifico senza precedenti. Un team dell’Università del Sussex ha mostrato, per la prima volta, che i cavalli sono in grado di leggere le emozioni, distinguendo se una persona è felice o arrabbiata semplicemente dall’espressione del viso. Per arrivare a questa conclusione i ricercarori hanno studiato la reazione di 28 equini difronte a fotografie di persone con espressioni allegre o in collera. Si è visto che guardando un volto arrabbiato i cavalli manifestavano comportamenti associati a stimoli negativi, come un aumento della frequenza cardiaca o uno sguardo intenso con l’occhio sinistro.

Fonte: west-info  



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Campagna del silenzio contro le torture

      Campagna del silenzio attenua il rimbombo delle torture


Quella promossa dall’associazione francese Primo Levi non è un campagna pro-rifugiati come tante. Basta connettersi al sito thesoundofsilence.fr per capire il perché. Sarete bombardati da una musica assordante e straziante accompagnata da un monito: “spegni l’audio, firma in silenzio per attutire nella testa dei profughi il rimbombo dei ricordi delle torture subite”. Una petizione online di grandissimo impatto emotivo per chiedere al governo di Parigi di non esitare a prendersi cura dei richiedenti asilo che bussano alla porta della Francia. Uomini, donne e bambini che non dimenticheranno mai il tintinnio di catene e manette, il boato degli spari, il rumore delle buste di plastica usate per soffocarli e di qualsiasi altro oggetto impiegato per seviziarli nei loro paesi d’origine.

08 febbraio 2016

ANIMALI E DISABILITà

Un cagnolino con 3 zampe per parlare di disabilità

The Present (il dono), è la storia di un bambino come gli altri che sembra interessato solo ai videogiochi. Fino al giorno in cui sua madre gli fa un regalo che cambierà completamente la sua vita: un cane con tre zampe. La sua disabilità esaspererà il ragazzino, fino a quando qualcosa cambierà. Questo cortometraggio in soli 4 minuti mette in discussione l’idea che abbiamo della differenza e il nostro rapporto con l’handicap. Ispirato da un fumetto brasiliano di Fabio Coala, è stato realizzato da Jacob Frey, uno studente della Scuola di cinema Bade-Wurtemberg, a Ludwigsbourg in Germania. Questo piccolo gioiello è stato trasmesso in più di 200 festival e ha vinto più di cinquanta premi. Ma il successo mondiale se l’è conquistato una volta che è stato pubblicato online, ottenendo quasi 3 milioni di visualizzazioni in una sola settimana.

Fonte. west-info


03 febbraio 2016

Con l’equi pet-therapy si combatte il tumore al seno

Quando veniamo attaccati da un tumore è importante riappropriarci del nostro spazio, del nostro tempo e soprattutto del nostro fisico. 


Su questo concetto si basa l’equinetherapy, una particolare tecnica di pet therapy da tempo sperimentata negli Stati Uniti  che ha portato numerosi benefici alle donne affette da cancro al seno. Promotrice di questa attività in Italia è Beatrice Garzotto che ha aperto a Cambiago, appena fuori Milano, il Fienile Animato dove vengono realizzati programmi di terapia psicologica con l’ausilio di cavalli e altri animali domestici. In questa attività vengono coinvolte le donne malate di tumore, chi è già guarito o chi ha vissuto una malattia simile in famiglia. L’obiettivo è ritrovare se stessi attraverso l’interazione con i cavalli e la fiducia in essi per ritornare a comunicare con il proprio corpo.

Fonte: West.info


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